Uno sguardo ai movimenti politici europei e un passaggio anche su Ue, Meloni e Vannacci: parla Gianfranco Fini.
Il risultato dell’AfD in Sassonia-Anhalt ha sorpreso anche per le sue dimensioni. Diversi gli esponenti politici e non che hanno commentato questa vittoria dell’estrema destra in territorio tedesco. Tra loro, oltre a Massimo Cacciari, anche Gianfranco Fini che ha avuto modo di dire la sua anche su altri argomenti. In particolare sull’Ue ma anche, dando uno sguardo all’Italia, sulla Premier Meloni e l’ascesa di Roberto Vannacci.
Gianfranco Fini e la vittoria della destra in Germania
“Questi toni un po’ enfatici si spiegano con lo choc, nessuno si aspettava Alternativa per la Germania sopra il 40 per cento”, ha dichiarato Gianfranco Fini in un’intervista a Il Fatto Quotidiano, commentando la netta affermazione del partito.
L’ex presidente della Camera invita però a non ricondurre automaticamente il risultato al nazismo. “Qui il nazismo non c’entra nulla”, ha detto, pur sottolineando la presenza nel programma dell’AfD di proposte che giudica “ripugnanti”, come le classi differenziate per disabili e stranieri. Secondo Fini, il voto deve essere letto considerando la situazione specifica del Land, descritto come un territorio segnato da “grandi difficoltà economiche e sociali”.
Alla base del successo dell’AfD ci sarebbe soprattutto la capacità di intercettare il sentimento di una parte della popolazione dell’Est. Il partito ha promesso di restituire ai cittadini della Sassonia “un’identità”. Nonostante le risorse destinate a quell’area, i tedeschi dell’Est continuerebbero a percepirsi come cittadini di serie B. Per questo, secondo l’ex presidente della Camera, il voto sarebbe stato anche una rivendicazione identitaria.
Fini ha individuato inoltre tra i fattori che hanno favorito la crescita dell’AfD la decisione di Angela Merkel di accogliere un milione di profughi siriani. Una scelta che definisce lodevole, ma che avrebbe provocato “uno sconquasso”, le cui conseguenze si farebbero ancora sentire.
L’ex presidente della Camera considera poi sbagliata l’idea di costruire un “cordone sanitario” attorno all’AfD: chi ha ottenuto voti, afferma, deve essere messo alla prova del governo. Solo così, aggiunge, si potrà capire che la “remigrazione” non ha senso.

Tra Ue, Meloni e Vannacci
Sul futuro dell’Unione europea, Fini ha chiesto meno burocrazia e una revisione dell’architettura comunitaria, ma anche maggiore integrazione, compresa quella militare, in attesa di un esercito comune. Sull’immigrazione ha sottolineato invece la necessità per l’Europa di combinarla con una corretta integrazione e con una riflessione sull’Islam politico.
Infine, il capitolo Vannacci. Alla domanda sulla possibilità che Giorgia Meloni possa essere travolta dal generale, Fini ha escluso ragionevolmente un suo ingresso nel centrodestra. E alla domanda su come fermarlo ha risposto senza esitazioni: “Di sicuro non inseguendolo”.